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Canti di luce

di Pascal D'Angelo  edito da Edizioni Il Grappolo

E’ una poesia che nasce da un’ispirazione pura e spontanea quella di Pascal D’Angelo (1897-1932), il poeta-narratore autodidatta che nacque ad Idrodacqua in provincia dell’Aquila e che nel 1910 emigrò negli Stati Uniti. La sua vita di stenti e di sofferenze e il suo anelito alla bellezza e alla felicità è tutta raccontata nel libro autobiografico "Son of Italy" e nella raccolta di poesie "Canti di luce", curata da Luigi Fontanella, dell’Università “Stony Brook” di New York. I componimenti che fanno parte della raccolta sono apparsi in diverse riviste americane negli anni ’20. Molte di esse furono invece inserite in Son of Italy, altre sono inedite. Il curatore dell’edizione italiana del libro, ha scelto come titolo dell’opera proprio un verso d’angeliano. Quello più emblematico e rappresentativo di tutta la sua produzione poetica: “Canti di luce”. Una luce che scorre netta tra le pieghe del vissuto e tra le crepe di una terra “zingara”. Terra dello sradicamento e dell’abbandono (l’Abruzzo e la Maiella), terra del ritrovamento e del rivelamento (l’America e gli Stati Uniti). Vicinanza e lontananza. Un’esperienza lacerante fatta luce e ombra, che si scambiano tragicamente e vertiginosamente il posto.

Di Pascal D'Angelo (1894-1932), poeta e prosatore autodidatta, emigrato nel 1910 negli Stati Uniti dal suo paese natale, Introdacqua (L'Aquila), ho avuto modo di occuparmi due volte: in occasione dell'uscita italiana di Son of Italy (Il Grappolo, 1999, traduzione italiana di Sonia Pendola), che porta la mia Introduzione, e in un successivo saggio a tutto tondo che costituisce uno dei capitoli di un mio volume appena licenziato (La parola traizsfuga: scrittori italiani espatriati in America, Cadmo, 2001). Son of Italy, pubblicato originariamente nel 1924 (New York, Macmillan) resta a mio avviso il documento autobiografico più vivido e lacerante dell'esperienza protonovecentesca italoamericana mai scritto da un nostro espatriato negli USA. Ma Pascal (Pasquale) D'Angelo fu innanzi tutto un poeta e, al pari del suo quasi coetaneo Emanuel Carnevali (nato nel 1897 e sbarcato a New York nella primavera del '14). nutrì la sua musa di intense letture di poeti e prosatori di lingua inglese. ... continua

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