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Lettera sulla vita contemplativa

di don Dario Bernardo M.   edito da Editrice Velar s.r.l.

Sono assai scarsi i dati biografici del silenzioso monaco Guigo il certosino. Era francese e visse nel XII secolo. Nel 1173 venne eletto nono priore della Gran Certosa presso Grenoble. Gli storici concordano oggi nel datarne la morte il 6 aprile del 1188. Scrisse la Lettera sulla vita contemplativa (che troviamo anche con il titolo latino di Scala claustralium e ancora Scala Paradisi). La Lettera è un’esposizione semplice ed essenziale dello slancio contemplativo, in cui l’insegnamento classico in materia viene filtrato attraverso l’esperienza spirituale e la riflessione personale su di essa. Al destinatario Gervasio, che probabilmente era stato suo maestro di noviziato, Guigo propone “I pensieri che gli sono venuti a proposito della vita spirituale”. La Lettera parte dal testo di Genesi 28,12 sul sogno di Giacobbe; già i Padri avevano visto in questo brano l’immagine della relazione tra Dio e l’uomo, ma spetta a Guigo il merito d’averla applicata per primo al cammino della lectio divina. L’insegnamento del priore Guigo circa la necessità per i monaci, anche per i cristiani tutti, di uno spazio di silenzio orante, della solitudine e della separazione dalla vita esterna, per costruirsi una cella interiore dove esercitarsi nella vita spirituale e giungere all’unione con Dio, è presentato in uno stile penetrante e familiare, quasi passionale.

S ono assai scarsi i dati biografici del si-lenzioso monaco Guigo il certosino. Non sappiamo quando Guigo nacque, sappiamo solamente che era francese. Probabilmente diventò monaco intorno al 1170. Un documento del 1173 lo descrive come “procuratore”, cioè economo, della Gran Certosa (la casa madre dell’ordine dei monaci Certosini presso Grenoble fondato da San Bruno). Nel 1173 venne eletto nono priore; svolge quest’incarico fino al 1180, quando si dichiara ormai in età avanzata e rassegna le dimissioni per tornare a vivere una vita completamente contemplativa. Viene ancora nominato come vivente nel 1185. Gli storici concordano oggi nel datarne la morte il 6 aprile del 1188 (alcuni ipotizzavano in passato il 1193); alcune tradizioni ne fissano la data il 27 luglio. Viene sempre chiamato Guigo II per distinguerlo da Guigo I, quinto priore di Certosa (1083-1136) e autore delle Consuetudini. Oltre alla Lettera (che troviamo anche con il titolo latino di Scala claustralium e ancora Scala... continua

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